Alla fine di tutto, dagli e dagli, anche la mia pazienza (poca) e capacità di sopportazione al limite del masochistico ha ceduto.
Mi sono dissociato dall'italian postgresql users group.
Nel tentativo di riorganizzare un po' i pensieri su questa decisione che è maturata nei mesi che vanno da marzo a settembre questo è quanto.
Premetto, per i membri itpug che leggessero queste righe, che non ce l'ho con una persona in particolare.
Vi considero tutti equamente responsabili per aver trasformato quella che doveva essere, nei miei sogni, un'associazione operativa e valida in un ecosistema Vogon.
Ma andiamo per ordine.
Quando ho pensato che l'associazione stesse perdendo la strada della ragione?
Credo sul finire di marzo, quando mi si sono palesate tre considerazioni.
1) Il bilancio dei miei 4 mesi di presenza nel consiglio è stato totalmente fallimentare con un gruppo consiliare palesemente in contrasto con qualsiasi proposta che non fosse "smussare gli angoli".
2) Le avvisaglie dell'organizzazione del pgday mi avevano fatto cascare i coglioni e, considerata l'esperienza del punto 1, mi sono ben guardato da fare o dire qualcosa visto che sicuramente nessuno mi si sarebbe inculato la minima proposta per rimettere in carreggiata la cosa e sperare quindi di ottenere almeno un risultato confrontabile con quello del 2007.
3) Molte persone durante quei pochi mesi di "attività" (o forse dovrei dire morte apparente) dell'associazione si erano miseramente trasformate da schiacciasassi a creature dominate dal terrore di offendere gli altri.
Grazie alla prima considerazione mi sono dimesso seduta stante dal consiglio direttivo mentre le riflessioni 2 e 3, mi hanno tirato fuori a velocità luce dall'organizzazione del pgday.
I mesi successivi mi hanno confermato come queste impressioni fossero corrette portandomi gradatamente ad allontanarmi da tutte le attività di itpug.
L'ultimo tentativo per capire cosa cazzo stesse succedendo l'ho fatto qualche giorno fa sollevando due questioni che a mio parere sono fondamentali per la partecipazione ed il successo di un evento che, alla fine della fiera, è stata una mia idea.
In quello che è diventato il mio ultimo messaggio in lista soci ho sollevato due punti che hanno colpito la mia attenzione nell'osservare il sito del pgday 2008.
Non è mia intenzione riscriverli qui in pubblico.
Le (poche) risposte ricevute spaziano da un laconico "siamo volontari" seguito da una filippica che sposta l'intero discorso sul piano personale, fino ad un messaggio che sostanzialmente si può tradurre con un "se adesso ti metti a lavorare come un mulo e ci togli le castagne dal fuoco hai diritto di parola, ma non aspettarti minimamente che ti si stia ad ascoltare".
Nessuno è stato sfiorato dal minimo dubbio che questo stronzo che ora scrive qui potesse avere una benchè minima ragione.
Dopo la mia dipartita ho infine ricevuto la proverbiale ciliegina sulla torta.
Il talk che, mosso da un atto di pietà perchè non c'erano contributi, inviai al comitato call4papers del pgday è stato accettato, ma in maniera condizionata.
A quanto pare secondo la commissione tecnica è troppo lungo e la parte iniziale verte su cose che non c'entrano un cazzo con l'argomento del talk.
Se voglio che questo contributo sia accettato devo tagliare via tutta la parte dove si parla dell'architettura di PostgreSQL.
Considerato che lo stesso talk lo porterò allo SMAU 2008 (15-18 ottobre 2008) in versione integrale e visto che le date dei due eventi si sovrappongono, il pgday farà a meno del mio contributo e la mia eventuale presenza sarà solo per salutare gli amici e, nel caso, ascoltare i loro talk.
Di tutta questa storia porto un grande rammarico per aver ceduto ad itpug, a cuor leggero, senza aver posto nessuna condizione sulla qualità dell'operato dell'associazione, i domini che a suo tempo misi al sicuro per la causa di PostgreSQL.
Addio, e grazie per tutto il pesce (cit.)